Mercoledì 14 ottobre 2009, ore 11 - Roma
Presentazione del libro
"LA COMPARSA. PERCHÉ IL PARTITO DEMOCRATICO NON È MAI NATO"
Partecipano, oltre all’autrice Paola Caporossi:
Dario Franceschini, Segretario del Partito Democratico; Antonio Gaudioso, Vicesegretario Generale Cittadinanza Attiva; Gregorio Gitti, Presidente di Fondazione Etica.
Introduce Fausto Tanzarella, Presidente PascalEditrice.
Modera Aldo Cazzullo, Giornalista del Corriere della Sera.
Sala Cristallo (Capranichetta), Piazza Montecitorio 131
Il libro è in vendita in tutte le librerie Feltrinelli.
’E possibile acquistare il libro anche online presso l’editore, Pascal Editrice e presso www.ibs.it
“Nella primavera del 2007 ebbe inzio il processo costituente del Partito Democratico, con la nomina del cosidetto “Comitato dei quarantacinque saggi”, che scrisse le regole per la nascita del nuovo partito.
A distanza di due anni, la sensazione comune è che il progetto “democratico” sia fallito, secondo alcuni; inattuato, secondo altri. Paola Caporossi, che dei “quarantacinque” fece parte, con questo libro tenta di spiegare perchè.
Non c’è vanto nel ricordare che fummo i primi come fondatori dell’Associazione per il Partito Democratico, a Milano, nel febbraio del 2006, a dichiarare pubblicamente, quando ancora non conveniva ed era sconsigliato, di volerci impegnarci per realizzare il progetto del PD come completamento della stagione politica dell’Ulivo.
Un progetto, dunque, di partito autenticamente plurale, solido e rispettoso delle diverse compenenti e aperto a processi di rinnovamento delle sue classi dirigenti, in continuo rapporto e osmosi con la società.
Oggi, a distanza di più di tre anni, un partito che si autodefinisce democratico è stato costituito, almeno nell’apparenza, visto che DS e Margherita come collettori finanziari ancora esistono, ma non è il partito che auspicavamo e che serviva la nostro paese.
Il segretario ha fatto la scelta giusta. A poco serve stabilire, adesso, se sia intempestiva o persino inopportuna. E’ un fatto, finalmente uno concreto con il quale i dirigenti del PD devono fari i conti. Dopo i tanti fantasmi agitati in questi mesi -congresso sì o congresso no, Bersani o Letta, Udc o Italia dei Valori, Marino o Binetti - ora hanno finalmente l’occasione che volevano: dimostrare di saper gestire una crisi drammatica, ma evidente da tempo e dunque annunciata. Lo sapevano che l’attuale scenario era plausibile, persino auspicabile da molti di loro. E dunque il buon senso fa pensare, oggi, che non possano non essere pronti. Sono tanti, hanno molta, moltissima esperienza, hanno il ruolo, talora più di uno, ..., insomma ci sono tutte le premesse affinché i dirigenti nazionali del PD riscattino dieci mesi di agonia. Lo hanno detto molti dei più autorevoli analisti: occorre coraggio, occorre un leader nuovo subito. Non perchè nel leader si esaurisca il partito, ma perchè la capacità di scelta del leader significa la capacità di scelta di una linea.
Riproponiamo le nostre proposte del 2007 sull’art.49 della Costituzione sui partiti politici, per scoprire che, due anni dopo, nella maggior parte dei casi sono ancora poco più che parole.
I principi sotto elencati sono strumenti per una piena applicazione dell’art.49 della nostra Costituzione, in grado –di per sé- di rinnovare la politica italiana e di rendere credibile chi proclama di volersene fare carico.
Si tratta, in certo modo, di ripartire dal concetto stesso di ”accesso alla politica” come diritto dell’individuo, come una delle sue principali forme di partecipazione, di piena e vera cittadinanza democratica, che all’art.49 sappia ben coniugare anche l’art.118, sulle altre forme di partecipazione
